Comunicato relativo all’assemblea congiunta Busto Garolfo-Casorezzo del 3.5.2016

Riteniamo doveroso esprimere il nostro parere relativo all’assemblea pubblica svoltasi martedì 3 maggio a Busto Garolfo sulla vicenda dell’ATEg11, che ha solo parzialmente soddisfatto le attese di informazioni di cui i Cittadini hanno bisogno per  farsi un quadro definitivo e realistico della vicenda, così da avere piena consapevolezza  di  ciò che accade fuori l’uscio di casa e di conseguenza agire per tutelare i propri interessi.
Dopo mesi, anni, che chiediamo alle amministrazioni comunali informazione, trasparenza, azioni efficaci, collaborazione con la popolazione, finalmente le Amministrazioni locali hanno ufficialmente  dichiarato di non essere in grado di fermare da sole l’ennesimo disastro ambientale che si va a prefigurare con l’autorizzazione alla discarica.

 

Andando con ordine, ci sembra che si siano evidenziati i seguenti aspetti:
1. La sostanziale quasi certezza che Città Metropolitana di Milano rilascerà l’autorizzazione per la realizzazione di un discarica per rifiuti speciali “non” pericolosi nell’area denominata ATEg11, situata tra i Comuni di Casorezzo e Busto Garolfo, nel Parco del Roccolo, completamente all’interno di un corridoio ecologico di connessione tra il Parco del Ticino e il Bosco WWF di Vanzago.
2. Le aziende che si sono succedute nella gestione del sito estrattivo non hanno mai rispettato le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate negli anni, anche per i mancati controlli degli Enti che avrebbero avuto il dovere di farlo.
3. Le azioni di contrasto da parte delle Amministrazioni locali finalizzate ad impedire l’ennesima  pericolosa devastazione del territorio sono state inefficaci.
4. Il livello decisionale politico superiore, in particolare Città Metropolitana, è praticamente inesistente e di conseguenza le decisioni vengono prese dai tecnici senza una guida politica credibile. Decisioni che, nella migliore delle ipotesi, vengono prese con il timore di ritorsioni giudiziarie da parte delle aziende private proponenti. Paradossalmente nelle norme previste per le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), gli aspetti di tutela ambientale e di salute pubblica contano pochissimo (“penalizzanti, ma non ostativi” in gergo burocratese).
5. Di fatto con tali comportamenti e tali norme si è certificato l’ennesimo inaccettabile sbilanciamento gestionale del territorio verso la tutela di interessi privati a scapito dell’interesse collettivo, in poche parole una profonda sconfitta politica per le amministrazioni locali e di conseguenza per i cittadini che hanno loro conferito il mandato di rappresentanza.
6. E’ per lo meno ambiguo il persistente tentativo dell’assessore esterno di Busto Garolfo Mauro Zanzottera di minimizzare ciò che è accaduto e sta per accadere nel nostro territorio; lo abbiamo infatti sentito parlare di rifiuti ‘inerti’ invece che di rifiuti speciali, di acque piovane al posto di percolato, ha confuso i siti di discarica presentando immagini capovolte, non ha chiarito in modo esaustivo quanto è stato chiesto dai cittadini riguardo alle fidejussioni e i mancati controlli ai ripristini.
7. Le Amministrazioni locali chiedono, tardivamente, il contributo dei Cittadini, dei comitati e delle associazioni, come se si accorgessero solo ora che esistono cittadini, comitati, associazioni che hanno dato ripetutamente pubbliche disponibilità di fattiva collaborazione e sostegno, sinora inspiegabilmente ignorate. Gli stessi cittadini, comitati, associazioni, che hanno agito e collaborato negli ultimi ventanni.
Noi del Comitato Salviamo il Paesaggio Casorezzo abbiamo sempre pensato che fosse indispensabile allargare il fronte dell’opposizione e non tenere ‘i panni sporchi in casa’, come era il locale pensiero unico dominante. Quindi, da anni, stiamo coinvolgendo associazioni e comitati della zona e oltre; insieme a loro abbiamo ripetutamente informato i livelli politici superiori cercando di responsabilizzarli (Città Metropolitana, ma anche Città di Milano e Regione Lombardia, parlamentari nazionali e europei , recentemente anche il Patto dei Sindaci dell’Altomilanese), abbiamo sollecitato ripetutamente la stampa locale e nazionale, abbiamo direttamente interagito nei procedimenti, ma soprattutto  abbiamo sempre cercato di divulgare i fatti ai cittadini, correttamente e tempestivamente, collaborando con chiunque fosse disposto a condividere idee e azioni di contrasto.
E ancora oggi noi,  come cittadini prima e in forma associata poi, siamo pronti a dare il nostro contributo agli amministratori, ma su un livello che deve essere finalmente paritario,  nel rispetto dei ruoli ma basato sul reciproco rispetto e riconoscimento,  di carattere propositivo, progettuale e operativo.
Avremmo già delle proposte prima di arrivare alle barricate che, incredibilmente, il direttore del parco del Roccolo ha proposto e che probabilmente saranno necessarie, ovviamente con il contributo anche fisico degli amministratori locali...
Chiediamo quindi alle Amministrazioni di Casorezzo, Busto Garolfo, Inveruno, Arluno, Ossona e Canegrate, che all’assemblea erano ben rappresentate da Sindaci e Assessori, un incontro progettuale  da tenersi a breve dove ognuno possa avanzare proposte operative concrete; proposte che, ovviamente, dovranno essere tempestivamente illustrate ai cittadini e sottoposte preliminarmente alla loro valutazione, nelle forme e nei modi che si riterranno opportuni. Solo nella condivisione si può chiedere partecipazione.
• Comitato Salviamo il Paesaggio Casorezzo
• Comitato Salviamo il Paesaggio Inveruno-Furato